foto sito web 035Cos’è il Vegatest?

E’ una apparecchiatura bioelettronica, ciò significa che basa il suo funzionamento sulla fusione del pensiero medico occidentale e di quello orientale.

Occidentale perchè abbiamo il principio fisico della “risonanza”: l’alimento entrando in contatto con il paziente crea figurativamente delle onde si pensi ad un eco. Ciò significa che l’alimento “risuona” nel paziente.

Orientale perchè sfrutta i meridiani della medicina cinese, ponendo il punto di contatto tra paziente ed apparecchiatura su un punto di agopuntura.

Si crea così un circuito, dal quale il medico è escluso, in cui l’apparecchio “colloquia” col paziente chiedendo semplicemente: tu tolleri questa sostanza? Se SI il segnale mandato dall’alimento non crea nessun problema al paziente. Se NO l’apparecchiatura registra un blocco all’interno dell’organismo dato dalla relazione con uno dei cibi.

Cosa significa essere intolleranti?

Allergia non significa intolleranza.

La prima è più una reazione acuta basta pensare ad un attacco d’asma, o a una salve di starnuti; mentre la seconda è più cronica e quindi subdola.

Infatti solitamente il corteo di sintomi che accompagna una intolleranza alimentare è spesso aspecifico: stanchezza, gonfiore addominale, nervosismo, stipsi o diarrea, forfora, ritenzione idrica.

Possiamo anche avere dei sintomi più eclatanti come cefalea, eczema o altri problemi cutanei, aumenti di peso improvvisi,ecc.........

In ogni caso una intolleranza è una risposta dell’organismo ad un cibo che introduciamo come se rappresentasse un non-self: cioè un nemico.

Il paziente si difende, usando delle energie che vanno a discapito del suo equilibrio psico-fisico.

Eliminando per un certo periodo l’alimento in questione e tutte le sue fonti nascoste, per esempio gli insaccati per il latte oltre a burro, yogurt, formaggi, e dolci; si ripristina una situazione di risposta di self, cioè” propria” verso i cibi.

Lo si reintroduce poi con diete a rotazione, in cui si hanno dei giorni di dieta e dei giorni liberi,

In questo modo l’organismo, in maniera omeopatica, si auto-vaccina verso l’alimento